1. SI PUÒ POSARE IL PARQUET IN BAGNO O IN CUCINA?

Il pavimento in legno può essere posato tranquillamente sia in cucina che nella sala da bagno. L’acqua, infatti, se non ristagnante, non danneggia il parquet.Soprattutto per quanto riguarda il bagno, sarà importante ponderare con attenzione la tipologia di parquet da posare (formato, specie legnosa e protezione).
Le specie legnose più stabili a contatto con l’umidità sono il Doussiè, MerbauIroko e Teak.
Il Rovere richiede una certa cautela, perché a contatto con l’umidità tende a creare macchie nerastre causate dalla fuoriuscita di tannino, molto presente in questa specie legnosa. Se è previsto un uso intensivo della sala da bagno, perché trattasi del servizio principale in cui sono più frequenti i lavaggi e la presenza dei bambini, sarà importante garantire la superficie del parquet con un progetto intensivo di protezione. In ogni caso, per una fruizione più serena e limitatamente alla zona doccia, vasca, WC e bidet, si consiglia di impiegare una pavimentazione di servizio, realizzata in materiale lapideo o ceramico. È comunque consigliabile, per avere buona cura dei pavimenti, aprire sempre le finestre ed aerare i locali dopo l’utilizzo di docce o simili per eliminare l’eventuale umidità che si fosse depositata all’interno delle stanze ed evitare che questa possa alterare i pavimenti.

2. QUALI SONO LE PRINCIPALI QUALITÀ’ E CARATTERISTICHE TECNICHE DEL PARQUET?

Il pavimento in legno spicca per qualità estetiche, durabilità e resistenza all’usura, buone performance alle sollecitazioni meccaniche e vibrazionali, ottimo isolamento termico e acustico.  Tra le altre proprietà, la resistenza al calpestio, grazie alla innata durezza dei legnami e la grande elasticità che rende il parquet particolarmente adatto agli impianti sportivi. Bisogna poi considerare la lunga conservazione del parquet nel tempo e la possibilità di ripristinarlo o rinnovarlo facilmente, attraverso lucidatura e levigatura.

Ultimo ma non meno importante, il pavimento in legno rappresenta una scelta che rispetta l’ambiente essendo assolutamente sostenibile, in quanto si tratta di un prodotto interamente riciclabile a differenza di quanto accade per il laminato, la ceramica, il marmo e prodotti simili.

3. CHE DIFFERENZA C’È TRA PARQUET E LAMPARQUET?

Per “parquet” si intende il prodotto in generale, suddiviso poi in diverse tipologie: il parquet “tradizionale” in legno massello, il parquet “prefinito”, costituito da una sola parte di legno nobile, etc. Il “lamparquet” è un parquet di legno massello con spessore dagli 8 ai 10 mm, lunghezza dai 250 ai 300 mm, larghezza dai 45 ai 65 mm. Tali dimensioni sono stabilite dalla Normativa UNI 4375.

4. QUALE FINITURA È MIGLIORE: AD OLIO O A VERNICE?

La scelta della finitura è molto soggettiva: dipende dal risultato estetico e dalle sensazioni che si vogliono ottenere dal proprio parquet. La finitura a olio regala al pavimento in legno un effetto di grande naturalità, mentre quella a vernice mette in evidenza e valorizza le tonalità, i cromatismi dei tessuti legnosi. Al di là dell’aspetto estetico, però, la finitura deve anche garantire le performance funzionali del parquet. In generale, visto che l’olio richiede più cura e manutenzione, molto spesso si opta per la finitura a vernice.

5. COSA SONO I PAVIMENTI IN LAMINITO E MELAMINICO?

I pavimenti in laminato non hanno nulla a che fare con i pavimenti in legno. Rispetto ai più nobili e pregiati parquet, infatti, sono dei rivestimenti di tipo decorativo che, sfruttando l’esistenza delle resine melamminiche applicate sulla loro facciavista, “sfoggiano” un aspetto molto simile a quello dei pavimenti in legno. Costruiti con materiali di supporto derivati dal legno, come truciolari, MDF o HDF, sono molto sensibili ad eventuali variazioni di umidità ambientale. La resistenza all’usura del pavimento laminato è certamente maggiore rispetto ad una superficie lignea, ma non potrà mai dirsi giustificata per un normale uso in abitazioni civili, dove sono comunque richiesti requisiti qualitativi che solo il legno, con la sua naturalità e genuinità, può offrire. Non solo: il parquet in legno è più resistente rispetto al parquet laminato e anche rispetto ad una superficie di ceramica che, urtata inavvertitamente da un corpo duro, può scheggiarsi e frantumarsi in più parti.

6. COS’E’ L’MDF?

L’MDF (Medium Density Fibreboard), conosciuto anche come Medium Density è la stuttura del parquet in laminato ossia il materiale principale con cui sono costituiti i pavimenti in laminato che poi utilizzano appunto laminato plastico o melaminico come material di finitura. Con l’acronimo MDF si intende un derivato del legno: un pannello di fibra a media densità prodotto per via secca, normalmente realizzato utilizzando un adesivo a base di urea-formaldeide. L’MDF, che è molto diffuso, fa parte della famiglia dei “Pannelli di Fibra”, famiglia che si suddivide in tre categorie distinte in base al processo impiegato e alla densità: bassa (LDF), media (MDF) e alta (HDF).

7. SE UNA POLTRONCINA DOTATA DI RUOTE LASCIA TRACCE SUL PARQUET,  È UN DIFETTO DELLA FINITURA A VERNICE?

Eventuali tracce lasciate sul parquet dalle ruote di potroncine e simili non sono assolutamente da imputare a un difetto di finitura. Tale evenienza può realizzarsi a causa dell’azione meccanica esercitata dalle ruote che, alterando la perfetta planarità del film di vernice, sviluppano piccoli solchi visibili solo in controluce. Per evitare ulteriori tracce, basterà sostituire le ruote della poltrona con apposite ruote gommate, più elastiche della vernice e quindi meno dannose. Subire variazioni nel tempo, è una peculiarità del pavimento in legno e delle sue caratteristiche fisiche: per questo deve essere usato e “vissuto” senza pregiudizi funzionali eccessivi o condizionanti.

8. IL PARQUET PUÒ’ ESSERE POSATO SU PAVIMENTAZIONI PREESISTENTI?

Il parquet non presenta problemi per la posa nel caso in cui il sottofondo preesistente sia costituito da pavimenti solidamente fissati al sottofondo come nel caso di piastrelle, ceramiche, marmo e derivati, pietra. La posa può avvenire senza controindicazioni dopo avere verificato che ci siano tutti i requisiti previsti per un perfetto sottofondo. Sono invece incompatibili alla posa di un parquet la moquette, il PVC, il linoleum: questi vanno rimossi dal fondo assieme a qualunque traccia di vecchio collante.

9. SI PUO USARE IL PARQUET SULLA CERAMICA?

La posa del parquet può tranquillamente essere effettuata direttamente su un pavimento in ceramica. È obbligatorio però eliminare prima qualunque residuo di cera, sporcizia o grasso depositati nel tempo. La loro presenza, anche se minima, potrebbe infatti impedire un incollaggio efficace del parquet. Si suggerisce poi di levigare la ceramica, in questo modo il collante avrà proprietà fissanti e aggancianti ancora maggiori.

10. PER RIDURRE I RUMORI SI POSSONO ADOTTARE ACCORGIMENTI SPECIFICI?

Nel caso in cui per la propria abitazione si decida di posare del parquet ci sono diverse strategie per ridurre i rumori che dipendono dal tipo di abitazione in esame. Nel caso si tratti di una casa nuova, e quindi ancora in fase di costruzione, è compito del progettista e del costruttore rispettare la normativa vigente in materia di abbattimento dell’inquinamento acustico. Nell’ipotesi in cui, invece, si voglia migliorare l’isolamento acustico di una casa già abitata, è da verificare caso per caso quali accorgimenti adottare (una possibilità è data dalla posa flottante che prevede uno strato di isolamento termo-acustico).

11. QUANTE LEVIGATURE SI POSSONO EFFETTUARE SU UN PREFINITO?

Un parquet prefinito può tranquillamente tollerare 2/3 levigature, dette anche lamature. Nel caso in cui si proceda alla levigatura prima che il pavimento si sia già usurato o danneggiato, e prima quindi che siano presenti incisioni o lamature profonde, si possono effettuare fino a 3/4 levigature. Lo strato superficiale nobile del prefinito, però, non deve essere inferiore ai 2,5 mm.

12. QUANTE LEVIGATURE SI POSSONO EFFETTUARE SU UN PARQUET TRADIZIONALE?

Un parquet tradizionale può ammettere dalle 2/3 levigature in maniera del tutto simile a quanto accade per il parquet prefinito considerando il fatto che lo spessore totale di un listoncino da 14 mm MF di tradizionale ha generalmente il medesimo spessore dello strato nobile di un parquet prefinito. Si deve però considerare che la verniciatura del prefinito ha comunque una durezza e una resistenza superiore rispetto a quella effettuata durante la posa in opera di un tradizionale e quindi porre una attenzione ancora maggiore per quella che ricordiamo essere una operazione di manutenzione straordinaria che preferibilmente va effettuata da personale specializzato.

13. IL PARQUET È COMPATIBILE CON IL SISTEMA DI RISCALDAMENTO A PAVIMENTO?

Quando si parla di riscaldamento a pavimento la scelta di utilizzare il legno è quella ottimale dato che il parquet, materiale isolante per natura, impedisce che ci sia contatto diretto con il calore emesso dai pannelli radianti, permettendo così al calore di distribuirsi con modalità costante e “delicato”. Tutti i prefiniti sono idonei alla posa su impianti di riscaldamento a pavimento, perché dotati di un supporto multistrato inciso in più parti, che permette di diffondere il calore omogeneamente, su tutta la superficie.

14. IL PREFINITO È IDONEO ANCHE AL SISTEMA DI RAFFRESCAMENTO?

Sì, il parquet prefinito può essere posato senza problemi sul massetto raffrescante, dato che il legno inibisce le variazioni di umidità e di compensazione. Tra l’altro, la normativa di riferimento è la medesima e generalmente l’impianto che riscalda è anche lo stesso che raffresca. Va aggiunto però che le tecnologie di questi impianti sono in continua evoluzione. Occorre pertanto porre particolare attenzione alla progettazione termotecnica del sistema massetto-pavimento necessario per il pavimento in legno, che dovrà rispondere ad alcune semplici regole:

  • garantire un adeguato scambio termico con l’ambiente da riscaldare, per non vanificare le economie di esercizio permesse dal sistema;
  • mantenere un adeguato microclima locale, sia in condizioni di regime variabile, sia in esercizio.

È importante poi assicurarsi sempre che l’impianto venga messo in pressione, per ovviare a qualunque problema nelle serpentine e attuare il pre-ciclo di riscaldamento/raffreddamento prima della posa.

15. PER ELIMINARE I RESIDUI DI COLLA UN POSATORE HA ERRONEAMENTE UTILIZZATO DELL’ALCOOL CREANDO DELLE ANTIESTETICHE MACCHIE LUCIDE: CHE FARE PER RIMEDIARE AL DANNO?

Una premessa importante: appena terminata la posa del parquet è assolutamente fondamentale rimuovere all’istante i residui di colla e non aspettare la fine del lavoro per farlo. La rimozione del collante, una volta catalizzato, con ripetuto strofinio della superficie, ha l’effetto di provocare degli aloni più lucidi sul pavimento in legno, causati da una reazione chimica. Anche la scelta di utilizzare l’alcool va sconsigliata. Nel caso specifico degli aloni, l’unica cosa da fare è carteggiare con cura la superficie del parquet e procedere con una nuova verniciatura del pavimento.

16. È POSSIBILE UTILIZZARE L’ALCOOL PER LA PULIZIA DEL PARQUET?

L’utilizzo dell’alcool per la pulizia del parquet tocca una questione abbastanza delicata. È molto importante utilizzare una particolare attenzione riguardo la concentrazione dell’alcool, perchè strofinare il pavimento in legno con l’alcool può aggredire la vernice del parquet rovinandola irreparabilmente. Consigliamo di utilizzare una minima concentrazione di alcool per sgrassare la superficie del pavimento, in modo da non provocare danni.

17. SI SONO DEPOSITATI DEI RESIDUI DI POLVERE BIANCA NELLE VENATURE DELLA SPAZZOLATURA: A COSA PUÒ ESSERE DOVUTO E COME SI PUÒ RISOLVERE?

Molto probabilmente il problema è da imputare alle polveri di cantiere. Anche se i lavori vengono svolti in altre aree, le polveri sottili di pitture, cartongessi e materiali simili sono volatili e si diffondono con più facilità di quanto si possa immaginare. Le polveri di gesso una volta a contatto con l’acqua si solidifica: cercando di pulire il parquet il problema viene invece inconsapevolmente aggravato. Il comportamento corretto da seguire quando ci sono lavori in casa, e c’è un’area pavimentata con parquet prefinito con finitura spazzolata è di coprire l’intera area per tutta la durata dei lavori, in modo da impedire alle polveri di depositarsi sulla superficie del pavimento in legno e sulle caratteristiche rigature tipiche di tale pavimentazione. Il problema esposto accade di frequente. La soluzione è l’utilizzo di un additivo specifico (B074) a base di olii naturali, che dovrà essere utilizzato da personale qualificato.

18. QUANTO PUÒ DURARE UN PARQUET?

In un’abitazione normale, con un numero di 4/5 persone, il parquet può durare anche più di cent’anni. Sia che si tratti di parquet tradizionale che di parquet prefinito. A tale proposito e a dimostrazione della straordinaria durata dei pavimenti in legno, va ricordato che nei palazzi storici esistono pavimenti antichi, trattati a cera e senza verniciatura, ancora accettabili.

19. IL PARQUET SI ROVINA FACILMENTE?

Un pavimento in parquet può essere molto resistente, contando che è protetto da una buona vernice, e avendo l’accortezza di viverlo e trattarlo con la dovuta cura. Cosa fare per non rovinare il parquet? Senz’altro è bene evitare l’aggressione di agenti esterni che possono graffiare la superficie del pavimento in legno come: sfregare la superficie del parquet, lasciare cadere oggetti appuntiti, lasciare depositare acqua di ristagno, e camminare con le scarpe con tacco. Anche le unghie degli animali domestici rappresentano un fattore di aggressione. Nel caso del parquet, la parte che maggiormente si usura con il passare degli anni è lo strato di finitura che pertanto va preservato con attività di pulizia accurate e regolari e una manutenzione ordinaria portata avanti nel tempo.

20. È MIGLIORE LA POSA FLOTTANTE O MEDIANTE INCOLLAGGIO?

La scelta della tipologia di posa per il proprio parquet dipende dalle condizioni di partenza dell’ambiente in cui si andrà a posare il nuovo pavimento in legno. Molto spesso la posa galleggiante o flottante del parquet viene scelta nel caso in cui ci sia il desiderio di non intaccare il pavimento sottostante o comunque non lo si voglia intaccare. D’altro canto la scelta della posa incollata del parquet dà sicuramente una maggiore garanzia di stabilità nel tempo. Le tavole di legno, infatti, sono fissate e incollate. Nella posa flottante, invece, le tavole di parquet sono semplicemente appoggiate, e non avendo alcun aggancio o costrizione, al variare della temperatura, ma soprattutto dell’umidità ambientale, sono più soggette a deformazioni o fessurazioni.

21. C’È UN’AMMACCATURA SUL PARQUET: COSA FARE?

Nel caso in cui si tratti di parquet prefinito, è possibile sostituire solo la tavola danneggiata. Se si tratta invece di un parquet tradizionale ammaccato si dovrà procedere effettuando una levigatura dell’intera superficie del pavimento, non limitandosi solo alla parte ammaccata. Il ripristino localizzato e su un unico pezzo tramite levigatura è possibile solo nel caso in cui il parquet sia rifinito a olio. Nella finitura a vernice, infatti, è obbligatorio trattare e riverniciare tutta la stanza.

22. QUALI CAUTELE ADOTTARE PER IL MANTENIMENTO DEL PARQUET? VANNO BENE I PRODOTTI ACQUISTATI AL SUPERMERCATO?

Per una manutenzione ottimale del parquet se ne raccomanda una pulizia costante. Le linee guida per la manutenzione ordinaria sono indicate nella FAQ relativa. Per ravvivare adeguatamente la vernice è poi importante impiegare i prodotti ceranti appropriati, consigliati e venduti direttamente dal produttore. Per quanto riguarda invece, la necessità di effettuare una manutenzione più importante rispetto all’ordinaria pulizia, raccomandiamo estrema cautela nella scelta e nell’utilizzo di prodotti per evitare di danneggiare il parquet e non correre il rischio di togliere al legno il suo aspetto naturale.

23. COME VERIFICARE LA RISPONDENZA TRA IL MATERIALE ORDINATO E QUELLO CONSEGNATO?

A tutela sia dell’immagine dell’azienda che degli interessi del cliente, Berti si rende sempre disponibile ad una verifica di tutto il materiale consegnato al momento del recapito, in modo da eliminare sul nascere qualsiasi problema e da verificare di persona, assieme al nostro vettore, che ci sia una esatta corrispondenza tra il materiale ordinato e il materiale effettivamente consegnato. Il nostro servizio non si esaurisce con la vendita del parquet, ma vogliamo assicurarci che il cliente riceva il materiale richiesto e possa procedere alla posa del pavimento in legno in tutta tranquillità.

1. COME SI EFFETTUA LA MANUTENZIONE ORDINARIA DEI PARQUET VERNICIATI?

La manutenzione di tutti i tipi di parquet è molto semplice. Il parquet infatti non richiede particolari cure, essendo un tipo di pavimentazione tutto sommato resistente nel tempo. Il pavimento verniciato, infatti, ha ricevuto un trattamento superficiale protettivo, che se ben curato, manterrà le sue caratteristiche per lungo tempo, preservando il legno dall’usura e dalla sporcizia e ne manterrà nel tempo caratteristiche e bellezza. Perché il pavimento in legno si mantenga bello nel tempo è consigliabile osservare alcuni, semplici accorgimenti:

  1. Porre all’entrata di casa uno zerbino, per eliminare dalle suole delle scarpe polvere o particelle che potrebbero risultare abrasive a contatto con la superficie del legno;
  2. Rimuovere la polvere che si deposita giornalmente, con appositi panni attira-polvere, con scopa a frange o con aspirapolvere;
  3. Pulire ogni tanto il parquet con un panno umido e ben strizzato. Per inumidire lo straccio, oltre all’acqua, è possibile aggiungere qualche goccia di detersivo neutro per pavimenti in legno;
  4. Da non tralasciare il trattamento periodico con prodotti protettivi – autolucidanti o rilucidabili – a base di resine in dispersione acquosa. Questo va effettuato in base all’intensità di utilizzo e al calpestio del pavimento.
  5. Utilizzare sempre dei feltrini sotto le gambe delle sedie.
  6. Non bagnare.
  7. Pavimenti particolarmente sollecitati potranno essere protetti con apposito POLISH per prefinito.
  8. Non usare alcol, ammoniaca o solventi che possano danneggiare la verniciatura.

Questo tipo di accorgimenti, alternati ad una lucidatura anche senza l’impiego di prodotti particolari, è sufficiente a garantire igiene e conservazione nel tempo.

2. IN COSA CONSISTE LA MANUTENZIONE STRAORDINARIA DEI PARQUET VERNICIATI?

In una pavimentazione a parquet ciò che può deperire nel tempo è lo strato superiore di vernice. Normalmente nelle aree di maggiore deterioramento la vernice tende a danneggiarsi dopo 6-8 anni. In questo caso si rende necessario l’intervento di un parchettista per togliere lo strato usurato e riverniciare a nuovo il pavimento. Nel caso il danno sia maggiore, sarà maggiore anche lo strato da rimuovere (circa 0,2-0,3 mm). Dopo queste operazioni normalmente il parquet ritorna come nuovo. Un vantaggio delle pavimentazioni in legno è che se adeguatamente trattate e se sottoposte ad una periodica manutenzione sono virtualmente indistruttibili. Altri interventi di restyling della pavimentazione possono essere, a seconda dei casi:

  • la sostituzione degli elementi più danneggiati;
  • una nuova levigatura;
  • un’accurata stuccatura (nel caso di singole fessurazioni e crepe);
  • la carteggiatura (nel caso di piccoli graffi).

Solo in casi eccezionali si può procedere ad effettuare la rilamatura, ovvero una rilevigatura da effettuarsi solo dopo 10-15 anni; l’intervento può essere fatto fino a 7-8 volte sul parquet tradizionale, fino a 2-3 volte con il parquet prefinito.

3. COS’È LA LEVIGATURA DEL PARQUET?

Il processo di levigatura del parquet si rende necessario ogni qualvolta il normale intervento di lucidatura non permette di cancellare i segni di usura come possono essere graffi o macchie. Solitamente viene eseguito ogni 7/8 anni dato che si tratta di un intervento di manutenzione straordinaria sia per il parquet prefinito che per il parquet tradizionale. In pratica l’operazione di levigatura del parquet consiste nella rimozione di qualche decimo di mm dello strato superficiale del parquet. Si tratta di un intervento che va eseguito da personale specializzato e dotato di attrezzatura adeguata. Una levigatura mal eseguita potrebbe compromettere irrimediabilmente il pavimento in legno e causare un danno che non è più risolvibile con le successive operazioni di finitura.

4. COME SI EFFETTUA LA MANUTENZIONE ORDINARIA DEI PARQUET TRATTATI A CERA?

Perché il parquet trattato a cera si mantenga bello nel tempo è consigliabile osservare alcuni, semplici accorgimenti:

  1. Porre all’entrata di casa uno zerbino, per eliminare dalle suole delle scarpe polvere o particelle che potrebbero risultare abrasive a contatto con la superficie del legno;
  2. Rimuovere la polvere, anche con l’aiuto di un’aspirapolvere;
  3. Pulire ogni tanto il parquet con un panno umido e ben strizzato. Per inumidire lo straccio, oltre all’acqua, è possibile aggiungere qualche goccia di detersivo neutro per pavimenti in legno;
  4. Eliminare le macchie o le eventuali tracce di gomma delle scarpe con lo specifico solvente per cera;
  5. Lucidare periodicamente il pavimento in legno.

Ogni tanto si consiglia anche di rilucidare il pavimento, dopo aver passato un leggero strato di cera liquida su tutta la superficie.

5. IN COSA CONSISTE LA MANUTENZIONE STRAORDINARIA DEI PARQUET TRATTATI A CERA?

La manutenzione straordinaria del parquet trattato a cera prevede una nuova applicazione di cera, eseguita solo dopo aver pulito tutta la superficie del pavimento in legno con un panno inumidito di solvente a cera. Dopo l’applicazione della cera si procede con la classica lucidatura. Si consiglia di avvalersi del supporto di personale qualificato per procedere con tali interventi di manutenzione.

6. COME SI EFFETTUA LA MANUTENZIONE DEI PARQUET TRATTATI AD OLIO?

La pulizia dei parquet trattati a olio va eseguita esattamente come per i parquet verniciati. In un secondo momento e attenendosi alle istruzioni del fabbricante, va applicata della cera liquida per parquet trattati ad olio. Il pavimento può essere poi finito con la lucidatrice o con un panno di fibre naturali. I pavimenti in legno che risultano particolarmente sollecitati potranno essere protetti con apposito olio per la manutenzione. Si consiglia di avvalersi del supporto di personale qualificato per procedere con tali interventi di manutenzione.

1. COS’È IL PARQUET TRADIZIONALE?

Il parquet tradizionale è formato da elementi di legno massiccio. Gli elementi che compongono il parquet tradizionale devono avere i quattro bordi piani perpendicolari alla faccia con una inclinazione massima compresa tra 0° e 3°.

2. COS’È IL PREFINITO MULTISTRATO?

Con la denominazione prefinito multistrato si indica generalmente una serie di elementi in legno costituiti da più strati, lavorati sui fianchi con incastro a maschio e femmina e preventivamente calibrati, levigati e verniciati prima della loro posa in opera. Altamente innovativo, il pavimento in legno prefinito è costituito da uno strato superiore calpestabile, con uno spessore importante di legno pregiato, e da un supporto al quale è delegato il compito di mantenere il pavimento indeformabile, contrastando efficacemente la naturale tendenza al movimento e garantendo proprietà di resistenza e robustezza estremamente elevate. L’assoluta qualità della lavorazione e la specifica finitura superficiale, che prevede una stesura industriale della vernice, oltre a permettere una velocissima installazione, garantiscono al prodotto durezza, solidità nel tempo e una totale idrorepellenza ai liquidi. Non ultimi, il grande valore estetico e l’effetto estremamente naturale del parquet prefinito che lo rendono un pavimento di vero prestigio.

3. CHE DIFFERENZA C’È’ TRA PARQUET TRADIZIONALE E PREFINITO?

Per “parquet monostrato” o “tradizionale” si intende un pavimento realizzato con elementi costituiti da un unico strato dello stessa specie legnosa. Il “parquet stratificato” o “prefinito” è invece la pavimentazione costituita da elementi multistrato, ossia composti da due o più strati di legno diverso, di cui quello di calpestio o nobile realizzato in legno massiccio. Per parlare di “parquet”, lo strato nobile del pavimento deve avere uno spessore non inferiore a 2,5 millimetri.

4. FORMATI E DIMENSIONI PARQUET TRADIZIONALI

I formati di parquet tradizionale comprendono le seguenti varianti:

Maxilistone: Spessore 24 mm | Larghezza da 100 a 140 mm | Lunghezza da 800 a 2000 mm

Lamparquet: Spessore da 8 a 10 mm | Larghezza da 45 a 60 mm | Lunghezza da 250 a 300 mm

Listoncino MF: Spessore da 14 a 15 mm | Larghezza da 75 a 90 mm | Lunghezza da 500 a 900 mm

Listone MF: Spessore 22 mm | Larghezza da 80 a 100 mm | Lunghezza da 600 a 120 0mm

5. CHE DIFFERENZA C’È’ TRA PARQUET TRADIZIONALE E PREFINITO?

In relazione alla controbilanciatura Berti ha scelto di rendere più stabile il pavimento prefinito applicando allo strato superficiale del legno nobile un supporto di betulla a più strati incrociati. La scelta della betulla viene compiuta a ragione del fatto che si tratta di un materiale più pregiato rispetto alla media. Tale caratteristica costruttiva garantisce massima stabilità, assenza di fessurazioni e totale resistenza del parquet alla torsione.

6. DUREZZA E STABILITÀ DIMENSIONALI 

La durezza del legno indica la resistenza alla penetrazione del carico di elemento posto su una faccia dell’elemento (detto provino). Viene determinata seguendo i procedimenti e le indicazioni imposte dalla norma UNI EN 1534 – Determinazione della resistenza alla penetrazione (Brinnell). La durezza Brinell viene determinata dall’entità dell’impronta del carico rilevata nel legno. Minore è l’entità dell’impronta, maggiore è la durezza del legno e, quindi, tanto più resistente e durevole è il pavimento. E’ importante considerare che il legno è un materiale vivo e la sua struttura, modellata dalla natura nel corso degli anni, non è uniforme: per questo motivo la prova Brinell viene eseguita diverse volte su ogni essenza di legno. La stabilità dimensionale invece sta ad indicare i cambiamenti di volume del legno al variare di umidità e temperatura ambientali. La stabilità dimensionale si calcola applicando il metodo di prova stabilito dalla norma UNI EN 1910 – Determinazione della stabilità dimensionale.

7. COS’È LA GEOMETRIA DI POSA?

La geometria di posa è il disegno che nasce dall’accostamento dei singoli elementi che compongono una pavimentazione in legno. L’aspetto finale del parquet dipende da diversi fattori: dimensioni dei moduli di legno, scelta di mosaici geometrici o non geometrici, l’inventiva di accostamento. La norma di riferimento in cui sono indicate le principali e più diffuse geometrie di posa è la norma UNI EN 13756 – Pavimentazioni di legno – Terminologia.

POSA A CASSERO REGOLARE E IRREGOLARE O A TOLDA DI NAVE O A CORRERE

Nella posa a cassero regolare gli elementi, di uguale dimensione, sono disposti in modo tale che le giunzioni di testa avvengano nella stessa mezzeria o comunque in posizione costante rispetto a ciascun listone costituente la fila precedente. Il parquet risulta così posato con una geometria regolare e simmetrica.

Nella posa a cassero regolare, conosciuta anche come posa a tolda di nave o posa a correre le liste di legno che compongono il parquet hanno la stessa larghezza, ma lunghezza casuale. L’effetto risultante è una pavimentazione dall’aspetto asimmetrico e originale.

FASCIA A BINDELLO

Con posa del parquet a fascia e bindello si intende la finitura della zona perimetrale del pavimento in legno. È formata da elementi di legno con geometria di posa diversa (fascia) rispetto a quella predominante (tappeto centrale) e da altri elementi posti come raccordo (bindello) fra differenti geometrie di posa. In questo tipo di montaggio o posatura del parquet per evidenziare la fascia e il bindello si possono utilizzare essenze con colorazioni diverse.

POSA A SPINA PESCE

Gli elementi che compongono la posa a spina di pesce sono caratterizzati da forma rettangolare e uguali dimensioni, sono posati a 45 gradi rispetto alle pareti. Il parquet richiama figurativamente la spina del pesce da cui prende il nome tale geometria di posa.

SPINA UNGHERESE

Nella posa a spina ungherese la caratteristica è che ogni singolo elemento ha i due lati corti tagliati con inclinazione a 45 gradi o 60 gradi rispetto ai lati lunghi. Le modalità di posa sono le stesse applicate per la posa a spina di pesce. Anche in questo caso si possono scegliere delle essenze diverse per evidenziare le due aree del parquet.

8. LA FINITURA

La finitura è il trattamento delle superfici di un semilavorato con vernice o impregnante. Impiegata per proteggere, personalizzare il colore o valorizzare le caratteristiche decorative della specie legnosa scelta, indica anche le operazioni di calibratura e levigatura che precedono i suddetti trattamenti. I prodotti Berti sono verniciati ad acqua e rispettano l’ambiente: possono vantare il 95% in meno di emissioni nocive in confronto ad una normale vernice a solvente e allo stesso tempo permettono di mantenere una eccellente standard qualitativo professionale.

IL TRATTAMENTO A CERA: Le cere per pavimenti di legno sono composte da cere sintetiche e naturali, il più delle volte sciolte in miscele di solventi o disperse in acqua. Fornite sotto forma di paste più o meno viscose o in dispersioni fluide, sono trasparenti o leggermente colorate per regalare particolari sfumature o tonalità al legno trattato. Caratteristica principale del trattamento a cera è quella di non creare un film uniforme sulla superficie del legno  rispettando l’aspetto naturale. La protezione di questo trattamento è limitata, per questo va ripetuta nel tempo.

IL TRATTAMENTO A OLIO. Gli oli impiegati per il trattamento dei pavimenti in legno sono costituiti da miscele di oli siccativi naturali, mixati con cere e resine di varia natura. Solitamente sciolti in solventi organici, possono essere dispersi in acqua. Il loro indurimento avviene sia per evaporazione dei solventi che per reazione chimica all’ossigeno atmosferico, generalmente accelerata con l’utilizzo di opportuni additivi a base di sali metallici. Il trattamento a olio non forma un film superficiale, ma produce una sorta di impregnazione del legno, rispettando e valorizzando l’aspetto naturale.

9. CHE VALORE DEVE AVERE L’UMIDITÀ DEL PARQUET AL MOMENTO DELLA CONSEGNA DEL MATERIALE?

L’umidità del parquet al momento della consegna è una caratteristica molto importante, per la quale vengono stabiliti dei limiti di accettazione a livello normativo. La legge prevede un livello di umidità che sia compresa nell’intervallo del 7% e 11%. In Berti la produzione della parte in legno nobile del prefinito attraverso le fasi di essicazione porta alla produzione di liste con una percentuale di umidità tra 6/8%. Lo strato intermedio di supporto ha invece una umidità che si attesta nell’intervallo del 10/12%. Quando si va a pressare il prefinito per ottenere il prodotto venduto ai nostri clienti c’è un processo di stabilizzazione, che porta ad una variazione delle percentuali di umidità che si compensano e stabilizzano fino a raggiungere la soglia del 10%. La percentuale di umidità del 10% non viene mai superata dai prodotti Berti. Tutto ciò garantisce un prodotto di ottima qualità.

10. L’UMIDITÀ E LE REAZIONI DEL LEGNO

Il legno ha caratteristiche dimensionali che dipendono dal suo stato igrometrico, cioè dal suo contenuto di umidità, il quale a sua volta dipende dalle condizioni ambientali nelle quali è conservato. È dimostrato, infatti, che temperature oltre i 22 gradi e un’umidità ambientale inferiore al 45% possono determinare antiestetiche deformazioni del legno che, nei casi più gravi, causano addirittura il distacco di alcune parti. Le condizioni ottimali per un perfetto mantenimento delle proprietà del parquet sono una temperatura compresa tra i 18 e i 21 gradi e un’umidità percentuale dell’aria compresa tra il 45% e il 60%: tale intervallo idrometrico ambientale, oltre ad essere di beneficio per la bellezza e la stabilità del pavimento in legno, regala comfort e benessere fisico a coloro che vivono all’interno della casa.

11. SOTTOFONDO IDONEO E CONDIZIONI PER LA POSA

Il parquet può essere posato su massetto cementizio, su pannelli con base di legno, su pavimenti preesistenti o su magatelli. Il massetto, che deve avere almeno uno spessore di 40 mm, viene realizzato con cementi normali o rapidi. I tempi di asciugatura dei cementi normali variano dai 4 ai 7 mesi o più, a seconda dei prodotti e delle condizioni ambientali.

tempi di asciugatura dei cementi rapidi invece sono compresi tra i 3 e i 7 giorni: in questo caso, la verifica dell’umidità deve essere sempre effettuata attraverso un igrometro a carburo. Al di là del tipo di sottofondo, è obbligatorio secondo la normativa applicare fogli di polietilene risvoltati lungo le pareti, in modo da creare un’efficace barriera al vapore. Se il parquet viene invece posato su pavimentazioni preesistenti, è importante verificare che siano in buone condizioni, perfettamente lavate e sgrassate, carteggiate nel caso di pavimenti in ceramica o di marmo, stuccate nel caso di un vecchio parquet. Per la moquette o il linoleum, dopo l’asportazione, si consiglia di eliminare qualsiasi residuo di collante mediante una leggera levigatura.

12. MASSETTI CON RISCALDAMENTO INCORPORATO: IN COSA CONSISTE IL CICLO DI PRERISCALDAMENTO?

Per stabilizzare e asciugare al meglio il massetto, dopo un’adeguata stagionatura, è fondamentale attuare il ciclo di preriscaldamento. Tale procedimento, oltre a portare ad essiccazione il massetto, ne verifica la tenuta strutturale al massimo delle sollecitazioni possibili, impedendo così che eventuali shock futuri possano danneggiare la superficie del pavimento in legno. Non ci sono controindicazioni per l’uso del parquet prefinito su sistemi di riscaldamento a pavimento, ma è sempre necessario tenere conto che il pavimento in legno è più soggetto a ritiri e deformazioni. Per effettuare la posa in modo corretto è essenziale seguire gli accorgimenti previsti per attuare il ciclo di preriscaldamento:

  1. Azionare l’impianto di riscaldamento a pavimento aumentando progressivamente la temperatura dell di 5°C ogni giorno fino a raggiungere la soglia di 35°C (detta temperatura di esercizio).
  2. Lasciare l’impianto funzionante alla temperatura di esercizio per almeno una settimana.
  3. Iniziare a diminuire gradatamente la temperatura di 5°C ogni giorno fino ad arrivare allo spegnimento del sistema di riscaldamento a pavimento.
  4. Completato il ciclo è possibile iniziare la posa del parquet tenendo spento il riscaldamento a pavimento e mantenendo una temperatura dell’ambiente compresa tra 18/20°C.
  5. Una volta terminata la posa del pavimento in legno sarà possibile accendere il sistema di riscaldamento a pavimento: ancora una volta aumentando progressivamente la temperatura di 5°C al giorno.
  6. Non superare mai il limite massimo di 30°C per il fluido riscaldante.

13. QUAL È LA TIPOLOGIA DI POSA PIÙ ADATTA PER UN SISTEMA DI RISCALDAMENTO A PAVIMENTO?

La scelta più consigliabile in termini di tipologia di posa è la posa mediante incollaggio, in modo da non lasciare camere d’aria tra il massetto e i listoni di parquet (che provocherebbero una dispersione del calore). Nel caso in cui si volesse procedere con una posa flottante o galleggiante è opportuno scegliere una guaina o un materassino che siano adatti alla trasmissione del calore. È importante ricordare che il legno è un materiale isolante termico per natura: quindi come linea generale si consiglia di posare un parquet con uno spessore totale non superiore a 16 mm, per avere una trasmissione del calore efficace.

14. QUANDO È IL MOMENTO DI POSARE IL PARQUET?

È possibile procedere con la posa del parquet in qualsiasi momento, l’importante è che il sottofondo sia compatto e asciutto, con un tasso di umidità inferiore all’1,5%. Oltre a questo, tutti gli infissi devono essere montati e funzionanti, le opere murarie terminate, gli impianti elettrici e idraulici perfettamente attivi. La temperatura ambientale non deve essere inferiore ai 10 gradi e l’umidità relativa dell’aria compresa fra il 45 e il 60%. Anche la posa e la lucidatura di altri pavimenti confinanti, ceramici o in altro materiale, devono essere già avvenute, così come la finitura e la verniciatura dei soffitti, la preparazione delle pareti.

15. TIPOLOGIE DI POSA

Le tipologie di posa per i pavimenti in legno sono principalmente tre e si distinguono anche a seconda dell’utilizzo di un parquet tradizionale o di un parquet prefinito.

POSA FLOTTANTE O GALLEGGIANTE. La posa del parquet flottante (anche conosciuta come posa galleggiante) si utilizza per i pavimenti in legno prefiniti, in cui gli elementi del parquet sono forniti in elementi ad incastro e con dimensioni che in genere sono piuttosto rilevalenti.

Il parquet flottante consiste in un’unica superficie di legno semplicemente appoggiata al piano di posa: realizzato con elementi fissati stabilmente o con un sottile strato di colla vinilica applicato in corrispondenza degli incastri, o con altri meccanismi indicati dalle specifiche di posa.

Il piano risulterà costituito da tre strati: tra il pavimento e il parquet infatti vengono interposte una barriera contro il vapore e uno strato intermedio che può avere varie funzioni, prima fra tutte l’insonorizzazione. In caso di impianto di riscaldamento a pavimento, lo strato isolante deve essere a bassa resistenza termica, per consentire il giusto irraggiamento del calore.

POSA INCOLLATA. La posa incollata è una tecnica che si può adottare sia per i pavimenti in legno massiccio sia per il pavimento prefinito in legno. Sul piano di posa e con l’aiuto di una spatola speciale a denti triangolari viene steso un collante idoneo che, lavorato più volte con ampi movimenti a semicerchio, in modo da ottenere le cosiddette righe di adesivo, permette un buon contatto tra l’adesivo stesso e il supporto. È importante infatti che la colla venga stesa uniformemente: sia l’eccesso che la carenza di quest’ultima, infatti, possono compromettere la corretta posa del parquet o causare difetti applicativi. A differenza della posa galleggiante, i fianchi dei listelli non vengono incollati.

Nel caso del prefinito si raccomanda la scelta di tipologie di colla adatti per prevenire deformazione degli elementi o incompatibilità con gli elementi di legno che sono già verniciati e per questo motive non possono ovviamente essere oggetto di alcun intervento.

POSA INCHIODATA / MEDIANTE AVVITATURA. La tipologia di posa inchiodata (conosciuta anche come posa mediante avvitatura) viene normalmente impiegata per elementi multistrato o elementi massicci con incastro perimetrale (listoni) e spessore di 14-15-22 mm. Il fissaggio del parquet viene attuato con chiodi o viti infisse obliquamente a 45 gradi, in corrispondenza della parte superiore del maschio e fino a penetrare il supporto per almeno 20 mm. Proprio per questo è fondamentale scegliere il supporto più idoneo, per consentire un’eccellente operazione di fissaggio.

16. SCHEDA PRODOTTO

Tutti i prodotti commercializzati sul territorio nazionale e destinati all’utente finale devono riportare una scheda tecnica con indicate, in lingua italiana, informazioni chiaramente visibili e leggibili relative a:

a) denominazione legale o merceologica del prodotto;

b) nome o ragione sociale o marchio e sede del produttore o importatore stabilito nella Comunità Economica Europea;

c) materiali impiegati per la struttura e per i rivestimenti;

d) eventuale presenza di materiali o sostanze dannose per l’uomo, le cose o l’ambiente;

e) manutenzione e pulizia del prodotto, eventuali precauzioni e destinazione d’uso ai fini di una corretta fruizione e sicurezza del prodotto;

f) smaltimento del prodotto(facoltativo).

17. GARANZIA PRODOTTI BERTI: QUALITÀ E SICUREZZA

pavimenti in legno a marchio Berti sono prodotti garantiti con le migliori materie prime seguendo standard produttivi che impiegano le più avanzate tecnologie insieme a persone formate da esperienza e know-how. Ogni parquet Berti viene sottoposto a ripetuti e approfonditi controlli di qualità per soddisfare gli elevati standard che contraddistinguono i pavimenti in legno Berti. Tutte le fasi realizzative sono eseguite con scrupolo e accuratezza per dare la garanzia di un prodotto che dura nel tempo.  I prodotti Berti sono eco-compatibili: per chi sceglie Berti c’è la certezza di seguire i principi della salvaguardia ambientale: I valori di Berti sono frutto di un mix tra tecnologia, estetica e design, rispetto per l’ambiente, processi industriali e artigianali.

Tutti i prefiniti Berti Pavimenti Legno sono certificati CE (rif. norma EN 14342:2005 + AC:2008). Vengono rispettate le più rigide normative europee a tutela dell’ambiente e della salute. Piena rispondenza dei limiti per la classe E1 (rif. UNI EN 717-1:2004 – concentrazione di equilibrio di formaldeide non superiore al valore di 0.1 ppm). I parquet Berti possono infatti vantare una concentrazione di formaldeide di 0,01 ppm- ben al di sotto di quanto previsto per legge e ampiamente dentro ai margini previsti per la classe E1. Pieno rispetto dei limiti per la reazione al fuoco per tutti i parquet prefiniti per la classe CFL-S1 della norma EN 13501-1: 2007. Nelle lavorazioni complementari, verniciatura o oliatura UV e negli incollaggi non vi è alcuna emissione di solventi in atmosfera grazie all’utilizzo della vernice ad acqua.

Berti Pavimenti Legno decide di mettere in primo piano la tutela dell’ambiente, è per questo che utilizza multistrato in betulla come supporto, sfruttando non solo le incomparabili caratteristiche meccaniche ma anche la migliore efficienza in termini di rigenerazione delle foreste e sostenibilità ambientale. Nell’ultimo anno Berti ha adottato una serie di misure per la tutela di salute e della sicurezza dei lavoratori per migliorare le condizioni di lavoro e ridurre la possibilità di infortuni.

18. APPLICANDO DEL NASTRO ADESIVO SUL PARQUET PREFINITO VERNICIATO NEL CORSO DELL’INSTALLAZIONE POSSONO SORGERE DEI PROBLEMI?

Come indicato nella Scheda prodotto che accompagna tutti i prodotti a marchio Berti: “Durante la posa del pavimento non fare uso di nessun tipo di nastro adesivo direttamente sul pavimento per non danneggiare il trattamento di finitura.” Questo accade perché lo strato di adesione dei nastri adesivi, che può avere infinite composizioni, nella stragrande maggioranza dei casi contiene dei plastificanti con la funzione di deboli solventi che producono il tipico strato appiccicoso proprio di tali nastri. Succede di frequente che i componenti di tale strato adesivo siano responsabili di un indebolimento del film della vernice di finitura, dando luogo ad una parziale asportazione della stessa nel momento in cui si rimuove il nastro adesivo. Per questi motivi è bene evitare di applicare nastri adesivi sui pavimenti in legno.

19. IL FENOMENO DELL’OSSIDAZIONE

L’ossidazione è un fenomeno del tutto naturale provocato dall’esposizione del parquet alla luce e si verifica in modo più o meno evidente a seconda del tipo di legno scelto provocando variazioni più o meno accentuate alla colorazione del pavimento in legno. Il processo di ossidazione solitamente è più accentuato nei esotici (come TeakDoussiè ed Iroko), e porta il legno a cambiare colore diventando tipicamente più scuro e rendendo più omogenee le sue venature. La velocità e l’intensità dell’ossidazione sono legate dall’intensità della luce a cui viene esposto il parquet e dalla finitura applicata (l’utilizzo di diversi tipi di vernici possono dare sia risalto al colore e all’ossidazione che limitarlo molto). Anche la durata del processo di ossidazione può proseguire per svariati anni sebbene più lentamente dopo i primi mesi. Una volta che si decida di spostare i mobili, infatti, il parquet rimasto in ombra riprende in breve tempo la stessa tonalità di quello esposto alla luce.

20. QUANTO TEMPO IMPIEGA UN PARQUET AD OSSIDARE

I tempi di ossidazione di un parquet dipendono dalla specie legnosa scelta. Il processo nei primi tempi è molto veloce, mentre negli anni seguenti si stabilizza. Tra le diverse specie legnose DoussièIrokoTeak e Afrormosia hanno tempi di ossidazione più veloci. Di rilevante importanza, poi, nel processo di ossidazione, la maggiore o minore presenza di luce, direttamente proporzionale alla velocità di ossidazione. Per rendere più uniforme e caldo il colore del parquet si suggerisce comunque di farne ossidare bene tutta la superficie, prima di procedere al posizionamento dei tappeti.

21. LE CERTIFICAZIONI E LA MARCATURA CE

I prodotti Berti e Berti Studio sono contrassegnati dalla MARCATURA CE: si garantisce che i prodotti sono conformi ai requisiti essenziali previsti da Direttive in materia di sicurezza, sanità pubblica, e tutela del consumatore. La certificazione e la marcatura CE deve essere apposta da chi immette il prodotto sul mercato, sia esso il produttore ovvero chi fabbrica materialmente il prodotto, ma anche chi importa o lo rivende col proprio marchio e una propria denominazione commerciale. Anche quest’ultimo, ai fini giuridici, diventa produttore a tutti gli effetti ed è quindi responsabile in toto del marchio e del prodotto. Per poter marcare CE il parquet, il produttore deve verificare la conformità del prodotto, attenendosi a una serie di criteri e di caratteristiche prestazionali imposti dalle Normative Europee. Le caratteristiche prestazionali sono imposte dalle normative europee per il parquet e i pavimenti in legno sono:

  • Durabilità nel tempo
  •  Reazione al fuoco
  • Rilascio di formaldeide
  • Emissione di pentaclorofenolo
  • Resistenza a flessione
  • Scivolosità
  • Conduttività termica

22. CHE COS’È LA FORMALDEIDE?

La formaldeide è un inquinante definito ubiquitario, perché lo si trova praticamente ovunque: in città e lungo le strade a causa del traffico, nelle abitazioni e negli uffici a causa del fumo di sigaretta, nei mobili, visto che è presente nel truciolato, nel compensato e nelle colle, negli alimenti, nei prodotti cosmetici, negli imballaggi, nella colla usata per i libri e le riviste. L’11 dicembre 2008 è stato pubblicato il decreto legge con cui sono state emanate regole rigidissime riguardanti la fabbricazione, l’importazione e l’immissione in commercio di pannelli a base di legno e manufatti, sia semilavorati sia prodotti finiti, contenenti formaldeide. Compresi i pavimenti in legno. Secondo il decreto non possono essere introdotti nel mercato prodotti la cui concentrazione di equilibrio di formaldeide superi il valore di 0.1 ppm (0.124 mg/m3), che corrisponde al limite previsto per la classe E1.

Tutti i prodotti Berti rispettano la normativa prevista dalla legge per quanto riguarda i limiti consentiti per la concentrazione di equilibrio di formaldeide: anzi possono vantare una concentrazione di 0,01ppm, (pari a 0,01 parti per milione – ppm), ossia 100 microgrammi / metrocubo, ben al di sotto di quanto previsto per legge e ampiamente dentro ai margini previsti per la classe E1 (concentrazione di equilibrio di formaldeide non superiore al valore di 0.1 ppm).

Per saperne di più sull’argomento leggi anche: Approfondiamo l’argomento formaldeide

23. LA CONDUTTIVITÀ TERMICA

Per il parquet la resistenza alla conduttività termica non dovrebbe superare ca. 0,17 mqK/W. La conduttività termica per il parquet va considerata per le condizioni di posa ideali dato che il massetto deve idealmente rispondere alle migliori caratteristiche di compattezza e di conduttività termica. In particolare nel caso della posa flottante, dato che il calcolo della conducibilità e conduttività termica dell’elemento possono anche essere concause dell’eventuale generarsi di difformità quali distorsioni di formato, cretti, nonché scollaggi tra lo strato di legno nobile e supporto. Spesso l’isolamento termico di un edificio viene sottovalutato. Nella progettazione di uno stabile, la scelta dell’isolamento più adatto presuppone una conoscenza orientativa dei principi della fisica applicati all’edilizia.

Alcune nozioni di base. La capacità di accumulo del calore di un materiale da costruzione viene calcolata attraverso la sua capacità termica specifica c (J/kg*K): tanto è maggiore, tanto più il materiale è in grado di accumulare calore. La conduttività termica l (W/m*K) invece è la capacità di un materiale di condurre calore. Il coefficiente l indica la quantità di calore che fluisce attraverso 1 metro quadrato di materiale dello spessore di 1 metro, con una differenza di temperatura tra interno ed esterno di 1 K (grado Kelvin). I materiali isolanti sono caratterizzati da un coefficiente l minore di 0,1W/m*K.

24. GIUNTI PERIMETRALI E DI DILATAZIONE

È consigliabile non accostare mai il parquet a una superficie rigida che rischia di impedire il naturale movimento degli elementi in legno. Per questo è fondamentale creare un giunto di dilatazione lungo tutto il perimetro del locale, inserendo spessori nelle fasi di partenza e cunei in quelle di chiusura. Oppure impiegando appositi morsetti e cinghie. Questa operazione va effettuata soprattutto nel caso in cui gli elementi da posare siano di grandi dimensioni.

25. IL PARQUET NELLE PAVIMENTAZIONI SPORTIVE

Le pavimentazioni per impianti sportivi devono rispondere a degli standard qualitativi elevati e garantiti, con metodologie che operano su sottocostruzioni elastiche, in modo da essere adatte per qualsiasi struttura: palestre, palasport, impianti sportivi all’aperto, etc. Le pavimentazioni sportive possono essere realizzate in molteplici varianti ma se si vuole scegliere un parquet sportivo che risponda alle caratteristiche di professionalità, sicurezza, durata, facilità di ripristino, riutilizzo e con un basso impatto ambientale la scelta più adatta per rispondere alle esigenze di progettisti ed utilizzatori finali è rappresentata dal parquet prefinito. Il parquet prefinito, infatti, permette di raggiungere il miglior compromesso tra performance e sicurezza contribuendo a mantenere un ambiente interno sano e allo stesso tempo privo di elettricità statica. Per offrire una resa ottimale, la pavimentazione sportiva deve possedere determinate caratteristiche generali, qui sotto elencate:

Costi di gestione ridotti

Stabilità

 Flessione e oscillazione uniformi

Resistenza alla rottura

Scivolosità controllata

Sicurezza in caso di cadute

Buon isolamento termico

Resistenza allo sporco

Facilità nella marcatura dei campi

Indeformabilità

26. DECKING O PARQUET PER ESTERNI

Il decking o parquet per esterno è perfetto per pavimentare terrazzi e giardini, bordi piscine, gazebi, passerelle per spiagge. Particolarmente resistente, può essere posato su pavimentazioni già esistenti e si dimostra particolarmente tenace anche a contatto con il suolo o con l’acqua. Non necessita di trattamenti particolari, anche se è caldamente consigliato oliare entrambe le facce prima della posa utilizzando speciali olii naturali: questo per prevenire l’alterazione del colore dovuta alla costante esposizione solare. Grazie alla lavorazione zigrinata dei listoncini, il decking non è sdrucciolevole, nemmeno quando è bagnato. TeakIrokoFrassino TermocottoIpè ed altre specie legnose (soprattutto sudamericane) sono frequentemente utilizzate per realizzare pavimenti in legno per l’esterno.

27. COME SI VALUTA VISIVAMENTE UN PAVIMENTO IN LEGNO

La valutazione visiva della pavimentazione si effettua, così come indicato nella UNI CEN/TS 15717, osservando il parquet secondo le seguenti modalità:

  • mettendosi in posizione eretta;
  • con l’ausilio di luce naturale diffusa posta alle spalle dell’osservatore.

Per individuare e valutare la presenza di difettosità sulla superficie della pavimentazione in legno non devono in nessun caso essere utilizzate fonti di luce artificiale indirizzate direttamente sulla pavimentazione.

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Saremo lieti di guidarti, con tutta la nostra esperienza, nella scelta più adatta di parquet, pavimenti, rivestimenti e scale in legno.

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